Suonare da Mancini o da Destrimani?!?

Lo studio di uno strumento può cominciare per varie ragioni, che vanno dal passare un po’ di tempo, all’imparare quattro accordi per rimorchiare, fino allo strimpellare per comporre. Tale studio può continuare in modo proficuo e vantaggioso solo se supportato dalla passione.

La passione può andare scemando di fronte ai vari ostacoli che imparare a suonare comporta; fra di essi va annoverato quello di utilizzare le mani (e talvolta i piedi) secondo una posizione contraria alla propria tendenza naturale, ossia quando ad una persona con tendenza al mancinismo su un dato strumento viene imposto di suonare secondo una impostazione per chi tende al destrismo sul quel medesimo strumento e viceversa. Si noti che parlo di ‘tendenza al mancinismo’ e non dell’essere mancini, così come di ‘tendenza al destrismo’ e non di essere destrimani; allo stesso modo mi riferisco alla ‘tendenza rispetto ad un dato strumento’ e non a tutti.

Tali precisazioni sono importanti poiché – almeno nella mia esperienza pluriennale – ho visto persone mancine imbracciare naturalmente la chitarra in posizione da destrimani e viceversa; le stesse persone magari si approcciavano ad una tromba in posizione coerente col proprio emisfero dominante. Tale variabilità si può notare permettendo al neofita – indipendentemente dalla sua età anagrafica e mentale – di manipolare uno strumento come farebbe un bimbo e di giocarci (non per niente in lingue come l’inglese, il francese, il tedesco, il verbo che indica l’atto di suonare è lo stesso che indica quello di giocare).

Quanto appena sottolineato ci fa comprendere che quello dell’impostazione innaturale, prevalentemente a favore di una posizione da destrimane, favorita per questioni numeriche e culturali in ambito accademico, non sia un problema che riguarda solo i mancini e neppure tutti i mancini ma che talvolta genera ansia e fatica ulteriori ed inutili a studenti destri ed ambidestri, che ad istinto si trovino a suonare alla mancina.

Quasi ogni strumento prevede un ruolo differente per le due mani: una si occupa di solito dell’armonia e/o della gestione degli accordi o del ritmo, l’altra della melodia, di suonare le parti più difficili e distintive, ed in generale di trasmettere l’emozione del brano. Quando gli insegnanti di musica dicono che ambo le mani hanno ruoli complessi e difficili, adducendo questa come ragione per usare tutti strumenti costruiti per uso destro, a mio parere dicono una mezza verità, ovvero non tengono presente la seconda parte della questione e cioè che i ruoli saranno pure entrambi complessi ma lo scopo della loro complessità è differente: una mano deve essere una solida base, l’altra deve esprimere le emozioni. Su un violoncello la mano che regge l’archetto è equiparabile alla mano del guerriero che regge la spada o alla gamba dell’artista marziale che sferra un calcio; allo stesso modo la mano che preme sulle corde è quella che regge lo scudo, o la gamba che resta saldamente a terra, sulla quale fare perno: ciò vale – con le dovute differenze – anche per gli altri strumenti.

Una volta che la teoria della ‘pari complessità’ diviene ‘pari complessità con scopi diversi’, essa non è più argomento a supporto dell’utilizzo di soli strumenti da destri.

A questo punto taluno obietterà che tantissimi musicisti tendenti al mancinismo su un dato strumento sono stati avviati allo studio di quello stesso strumento in versione destra, e che in molti casi essi hanno ottenuto anche ottimi risultati, portando avanti carriere notevoli. Ad essi rispondo che anche moltissime persone tendenti al mancinismo nella scrittura nel corso della storia sono state costrette a scrivere da destrorse ed oltre a riuscire nello scopo, talune si sono spinte oltre, stendendo interi volumi di grande importanza. Questo non vuol dire che sia meglio scrivere da destrimani ma che l’essere umano è piuttosto adattabile.

Ciò mi porta a pormi la ulteriore domanda se abbia senso che nell’Unione Europea del ventunesimo secolo, così proiettata verso il terziario avanzato ed i bisogni del cittadino/consumatore in quanto soggetto, ci si debba adattare.

Qualcuno commenterà che per trovarsi meglio con l’insegnante; per reperire più facilmente gli strumenti; per avere possibilità di lavorare in un organico classico; perché lo fanno tutti (almeno la maggioranza) … bisogna darsi ad una unica impostazione. A tale commento rispondo con una domanda (lo so, è poco elegante rispondere con domande) : “Se tutti si buttano dal proverbiale ponte tu che fai?”

Compiuta questa riflessione – con la quale spero di non essere risultato troppo saccente – allo scopo di esporre l’umile parere di chi non diverrà mai un maestro blasonatissimo o un musicologo che insegna in grandi università, vorrei solo suggerire di approcciarsi agli strumenti giocando, capendo, provando e di parlarne coi maestri, di ragionare e spiegarsi con loro, visto che lo studio serio della musica di solito produce persone rigorose ma anche molto intelligenti che, di fronte a ragionamenti chiari e logici ed ai bisogni emotivi di un allievo, sanno ben cambiare idea.

In fine suggerisco poi di dare un’occhiata a questo blog o in giro per la rete, qualora vi occorressero strumenti mancini.

 

 

 

 

Liuto Rinascimentale Barocco mancino

Eccovi un liuto rinascimentale barocco per mancini.

Una interessantissima occasione, direi.*

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Forbici per mancini ed altro (seconda divagazione sul tema)

Subito dopo la prima divagazione sul tema (quella riguardante gli strumenti chirurgici mancini), eccovene una seconda, dedicata al quotidiano (forbici, righelli, ecc…). 

Il lettore che usi la mano sinistra per tagliare non potrà dimenticare la scomodità della faccenda, e quante volte il fanciullo mancino sui banchi di scuola o lo studente di architettura, ecc… si trova a maledire il righello o la squadra di turno, perché egli vuol’ tracciare (e misurare) le proprie linee da destra a sinistra ed esso si ostina a tenere la misura da sinistra a destra* lì, incisa sopra le tacche che vanno scolorendo, ad imperitura memoria della fatica mancina?!?

Se questo post vi ha evocato oscuri ricordi, ecco a voi un negozio italiano che potrà rendere il vostro futuro più roseo con coltelli, forbici, accessori da cucina ed altro fatto apposta per noi.

 

*= se la storia che i mancini siano in media più intelligenti (anche se il tema dell’intelligenza è vasto e spinoso) è vera, suppongo che in gran parte essa sia dovuta proprio a cose del genere… avere la comodità di misurare le proprie linee da 0 in su è mentalmente meno impegnativo del contrario.